Canzoni sull'orlo di una crisi di nervi

Pepa Lopez de Leon, diva decadente, armata di fisarmonica, dà inizio al suo concerto, sfoggiando canzoni autocelebrative. Pian piano, però, il suo delirio interiore si svela e l’atmosfera si tinge di una vena masochista e surreale.
A metà strada tra il caffè chantant e il teatro canzone, uno spettacolo che strizza l’occhio al clown contemporaneo e a certi personaggi almodovariani, dove gli eccessi autodistruttivi e gli estremismi emotivi diventano un pretesto per ridere e sorridere di certi clichè, ma anche per riconoscersi nella fragilità del personaggio. La musica, la comicità e l’ironia si fondono per dar vita a uno spettacolo divertente e surreale.

Regia: Carla Carucci - Aiuto alla creazione: Emanuele Avallone
Interprete: Francesca Palombo
Musiche originali: Francesca Palombo

Compagnia Pepa Lopez de Leon
GENERE: comico musicale

 

dicono di lei:

I cliché di una donna innamorata, gelosa, rivisti in una chiave surreale, divertono al ritmo della fisarmonica e delle battute sarcastiche della protagonista. Un attimo prima si cala nelle vesti di una donna in preda al delirio amoroso, sdolcinata come una mandorla ricoperta di miele. E poi, all’improvviso, eccola diventare amara come il veleno di una vipera. Lo stesso effetto avviene con la musica: un brano d'amore, anzi, proprio la marcia nuziale che poi si trasforma in una marcia funebre. Questi passaggi repentini di tono e di umore riempiono la commedia, sostengono lo spettacolo e generano grosse risate. Ogni situazione amorosa ha sempre un risvolto negativo per la protagonista. Brava a cantare e a suonare, cambiando registro, passando da innamorata a disperata , rendendo l’idea che ci si ritrovi proprio sull’orlo di una crisi perenne. Nell’attesa che il proprio amato arrivi, e nel rendersi repentinamente conto che in realtà non arriverà più, si consuma tutta la sua tragicomica vita. Un crescendo che la porterà ad avere deliri di follia assolutamente surreali. Come l’atto di decapitare teste con le forbici o chiamare in causa qualcuno del pubblico, coinvolgendolo nelle sue isterie, che a tratti sfiorano istinti suicidi. Tutto questo è sempre vissuto in una chiave ironicamente drammatica. Pepa è una donna d’altri tempi, innamorata dell’amore, ma si ostina probabilmente a trovare e a ritrovarsi in storie sbagliate, in amori malati.  
Una prova di bravura, simpatia e di capacità di coinvolgimento del pubblico nei deliri della protagonista, con le sue “canzoni sull'orlo di una crisi di nervi”.

di Gaetano Massimo Macrì (Roma Fringe Festival)

Uno spettacolo musicale tragicomico di e con Francesca Palombo